5 suggerimenti per una buona campagna 5×1000

È tempo di 5×1000!

Pur non essendo una fan del 5×1000, poiché non lo considero vero e proprio fundraising, ma redistribuzione di ricchezza, in questo periodo dell’anno mi ritrovo in molte organizzazioni a pianificare questa attività. Il 5×1000 rimane per le organizzazioni non profit una fonte di entrata importante, che però ad oggi non permette di coltivare la relazione con il donatore.

Purtroppo non è possibile avere i dati di chi firma, non possiamo coltivare la relazione con questi donatori ma possiamo sicuramente investire per aumentare questa fonte di sostenibilità.

  1. Datevi un obiettivo di quante firme in più volete raccogliere

Troppo spesso visto che si tratta di una campagna di comunicazione più di raccolta fondi si tende a sottovalutare l’importanza di darsi un obiettivo. È importantissimo come sempre averlo. Sia chiaro, preciso e concreto come “cerchiamo di ottenere XXXX firme in più”. Sulle quali tarare sforzo, investimento e verifica del risultato.

Come primo passaggio diventa fondamentale analizzare i dati del 5×1000 degli anni precedenti e paragonarli all’investimento fatto per promuovere il 5×1000. Per quanto riguarda la prima analisi una buona e rapida fonte di dati la trovate qui. Direttamente online in modo rapido e gratuito potete verificare quante firme e quanto valore in euro avete ricevuto con il 5×1000 negli ultimi sette anni.

  1. Non legate la campagna ad un progetto specifico, tenetela istituzionale

Vedo campagne del 5×1000 legate a dei progetti che poi quando arriva l’effettiva erogazione delle entrate l’attività o è finita o qualcosa è cambiato e non si è più fatta.

È fondamentale restituire al donatore la concretezza dell’impatto che generiamo ma non necessariamente può essere solo attraverso progetti con un inizio e una fine che si tocchino con mano come la costruzione di qualcosa o l’acquisto di altro.

Legare la campagna del 5×1000 al brand, ad una forma di raccolta istituzionale significa esprimere in modo concreto il perché esiste l’organizzazione senza necessariamente dover ricorrere ad un’attività specifica attraverso la quale realizzate la vostra mission. Fate capire ai donatori quale impatto creato, qual è il cambiamento che generate nel mondo e vi seguiranno.

  1. Investite in comunicazione e creatività

Come per le altre iniziative sono le emozioni a colpire a segno. È l’effetto wow a far innamorare le persone. Sembra collaterale, un dettaglio, ma non lo è affatto. È il cuore della buona riuscita. Per questo la comunicazione fatta di immagini, che narra storie, va curata e pagata!! Basta con dei banner e dei volantini fatti in casa, pagate un fotografo professionista, investite su agenzie che possano curare il concept della campagna dalla a alla z insieme a voi. Non dimentichiamo che uno degli obiettivi secondari del 5×1000 è quello di posizionare e far conoscere l’organizzazione, aumentarne la visibilità e la conoscenza.

  1. Pianificate le azioni di diffusione, fate richieste ad hoc

Programmate e definite con precisione i target di persone che volete e potete raggiungere. Fate un elenco dei gruppi di persone e affianco mettete attraverso quale canale e quale strumento raggiungete queste persone. Partite dalle persone più vicine all’organizzazione (anche in termini di spazio fisico, penso ai dipendenti…mette una lettera di richiesta insieme alla CU) fino a quelle più lontane e indicate precisamente come raggiungerle e chi può aiutarvi a farlo. Non lesinate su: richieste ad hoc tramite lettera personalizzata e kit per ambasciatori promotori del 5×1000.

  1. Approfittate per esercitare processi e lavoro di squadra all’interno dell’organizzazione

Anche il 5×1000 è un tema di metodo, funziona attraverso un processo che tocca un po tutto… e tutti nell’organizzazione…per non farsi mancare nulla come sempre si parte dall’ufficio fundraising, si passa dall’amministrazione per la raccolta dati, si passa poi dalla governance per approvazione di spesa (se non era già stato fatto), si ritorna in ufficio, si inizia con la comunicazione, si coinvolgono volontari, opinion leader, comitato promotore ecc tutto come da copione quindi esercitatevi; far funzionare i processi è un’attività che si allena!

Chi è l'autore

Referente del fundraising per il CSV di Modena. Consulente e formatrice in fundraising, people raising e comunicazione per le organizzazioni non profit. Ha partecipato alla redazione della collettanea intitolata “Raccolta Fondi e welfare di prossimità”.

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