L’Anno (Europeo) che verrà

L’Unione Europea, attraverso le sue istituzioni, decide di dedicare ogni anno a un tema specifico al fine di stimolare il dialogo e il dibattito a livello europeo. Si è partiti nel 1983 con l’Anno europeo delle Piccole e Medie Imprese per arrivare più recentemente ad anni dedicati alla lotta alla povertà e all’esclusione sociale (2010) al volontariato (2011), all’invecchiamento attivo (2012), allo sviluppo (2015).

In un momento in cui l’Europa si ritrova divisa e discordante su differenti argomenti quali ad esempio l’economia e la gestione dei migranti, non sembra essere casuale la scelta di intitolare il 2018 al Patrimonio culturale europeo con l’approvazione del Parlamento e del Consiglio Europeo il 17 maggio 2017 (Decisione 2017/864)  sottolineando l’importanza degli elementi che accomunano la storia e la cultura europea pur rispettando e valorizzando le peculiarità dei singoli Stati membri e delle regioni che li costituiscono.

“Uniti nella diversità”

Il patrimonio culturale a cui si fa riferimento è rappresentato da risorse materiali e immateriali ereditate dal passato inclusi monumenti, siti, paesaggi, competenze, prassi, collezioni, musei, biblioteche e cineteche. L’importanza del patrimonio comune e la consapevolezza della diversità che contraddistingue l’UE è racchiuso nel suo motto “Uniti nella diversità” e trovano spazio già nel Trattato sull’Unione Europea in quanto fonte condivisa di memoria, comprensione, identità e dialogo.  Allo stesso tempo, l’art. 3 (paragrafo 3) del TUE afferma che “…l’Unione rispetta la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica e vigila sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo”, sottolineando l’importanza di tutelare gli elementi distintivi di ogni singola comunità e nazione che insieme danno vita alla singolarità costituita dal patrimonio comune.

Per celebrare l’anno europeo del patrimonio culturale la Commissione ha stanziato un budget di 8 milioni di Euro al fine di conseguire gli obiettivi stabiliti. La principale finalità è incoraggiare la condivisione e la valorizzazione del patrimonio culturale dell’Europa in quanto risorsa condivisa, sensibilizzare i cittadini sulla storia e sui valori comuni e rafforzare il senso di appartenenza a uno spazio comune europeo.  In particolare si vuole promuovere il ruolo del patrimonio culturale dell’Europa quale elemento essenziale della diversità culturale e del dialogo interculturale e rafforzarne il contributo alla società e all’economia attraverso il suo potenziale economico.

 

Quali opportunità per il Terzo Settore italiano

Le organizzazioni del Terzo Settore vengono viste come attore fondamentale per il conseguimento degli obiettivi dell’anno europeo e interlocutori da coinvolgere nel processo di governance partecipativa e di gestione del patrimonio culturale. Non ci si riferisce solo alle organizzazioni culturali ma anche a tutti gli enti che affrontano tematiche indirettamente legate alla cultura quali la disabilità e l’accessibilità, la formazione e l’apprendimento permanente, la cooperazione e l’educazione allo sviluppo, i giovani che con le loro attività possono contribuire ad uno sviluppo integrato e completo di questo settore.

Sono quindi molte le opportunità che l’anno a venire offrirà al Terzo Settore e che le organizzazioni possono sfruttare per la loro crescita.

Innanzitutto, attraverso bandi ad hoc lanciati nel quadro di programmi già esistenti quali Europa Creativa, Erasmus+ o Europa per i Cittadini, saranno messi a disposizione fondi per il finanziamento di progetti. L’Italia sta dimostrando un crescente interesse e una buona capacità di risposta ai bandi europei del settore culturale confermando anche quanto concreta sia la possibilità di accedere ai fondi europei: l’ultima call ha visto finanziati un totale di 13 progetti su 81 approvati e il coinvolgimento di 46 organizzazioni italiane in qualità di capofila o partner di progetto (1° Paese in Europa).

 

Non solo finanziamenti

Oltre ai fondi, altre saranno le occasioni da poter sfruttare, a partire dall’evento di lancio dell’Anno Europeo che si terrà il 7 dicembre a Milano durante il Forum Europeo della Cultura: questo evento, come altri che saranno organizzati a livello nazionale ed europeo, possono essere occasione di condivisione di esperienze e buone prassi, creazione di nuove relazioni per la realizzazione di progetti futuri e reti. Durante l’anno la Commissione organizzerà anche incontri periodici con i principali stakeholder tra cui le organizzazioni del Terzo Settore per monitorare l’andamento dell’anno e il raggiungimento di risultati concreti.

Inoltre, un anno dedicato all’ambito culturale è un’occasione in più per sottolineare e dimostrare il potenziale economico e sociale del settore culturale e artistico che viene ancora troppo spesso sottovalutato dai vari attori politici e economici dei vari Paesi.

Si è ancora in attesa di dettagli e programmi specifici che verranno comunicati da qui a dicembre e nel corso dell’anno venturo, e che potete seguire sul sito istituzionale dell’Unione Europea. Sulla pagina bandi del sito di Confini Online potrete invece trovare informazioni e date sulle call for proposal aperte.

 

Chi è l'autore

Consulente e formatrice con molteplici esperienze all’interno di organizzazioni non profit in Italia e all’estero nel campo della progettazione sociale ed europea, si occupa di progettazione e gestione di progetti europei e di volunteer management.

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