Riforma del Terzo Settore: alcune novità a cui prestare attenzione

In attesa che vengano pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti legislativi che completeranno la riforma della normativa sul Terzo Settore, cominciamo a porci qualche domanda, basandoci – per ora – sulla Legge delega, sui comunicati stampa e sulle slide presenti sul sito del Ministero del Lavoro.

I Decreti di cui siamo in attesa verteranno su: Codice del Terzo Settore, Impresa Sociale, 5 per mille (sono già stati emanati quelli riguardanti il Servizio Civile e la Fondazione Italia Sociale).

Ecco alcune novità interessanti che avranno sicuramente un impatto sulla gestione degli Enti del Terzo Settore.

Registro Unico Nazionale del Terzo Settore

La gestione sarà a cura delle Regioni. Sembra ideato per favorire una maggiore trasparenza e conoscibilità pubblica delle attività e delle performance sociali ed economiche degli enti, ma:

  1. costituirà un ulteriore aggravio di compiti operativi (pubblicare bilanci, rendiconti, modifiche dello statuto, nominativi dei rappresentanti degli enti);
  2. per le cooperative sociali sarà in buona misura un doppione degli adempimenti già previsti presso le Camere di Commercio e i Registri delle Cooperative.

Consiglio Nazionale del Terzo Settore

Sarà un organo consultivo a livello nazionale per molte tematiche. Speriamo che i criteri di nomina dei componenti (attualmente non ancora noti) rispecchino la realtà sociale e non solo interessi di parte. A proposito, sarà interessante sapere se la partecipazione a tale Consiglio sarà gratuita o saranno previsti compensi, e in quale misura.

Titoli di solidarietà

Emessi dalle banche sotto forma di obbligazioni o di altri strumenti finanziari, favoriranno la raccolta di denaro destinato a finanziare attività e iniziative degli enti. Le banche dovranno aggiungere alla somma raccolta anche una piccola percentuale (0,6%) che resterà apparentemente a loro carico, ma che in effetti sarà ampiamente compensata dal credito di imposta loro riconosciuto.

Tutti da verificare in concreto i seguenti aspetti:

  1. rischiosità delle emissioni obbligazionarie;
  2. rendimento che verrà assicurato ai sottoscrittori, in quanto il tasso è legato a quello che viene poi praticato dagli istituti bancari agli enti del terzo settore che accedono ai prestiti.

Altre novità

Sicuramente va salutato con entusiasmo l’incremento della detraibilità, sia per persone fisiche che per le società, delle donazioni effettuate.

Così come sono novità interessanti le norme stabilite per una maggiore trasparenza, con l’obbligo di pubblicare il bilancio sociale (per gli enti con ricavi oltre un milione di euro) e gli emolumenti corrisposti ad amministratori, dirigenti e soci.

Interessante la previsione che la differenza fra lo stipendio più alto e quello più basso, nell’ambito del lavoro dipendente, non potrà essere superiore a 6, che diventa però di 8 nelle imprese sociali. Da vedere in dettaglio nei decreti legislativi se e come saranno ricompresi anche i “benefit”.

Al 5 per mille è dedicato ampi spazio, con la promessa di una accelerazione dei tempi di erogazine del contributo (era ora!).

Molte e articolate sono le novità per le imprese sociali (in cui ricordiamo rientrano anche le cooperative sociali), nonché sui fondi messi a disposizione per finanziamenti vari e l’accesso al social lendign e al crowdfunding.

Quest’ultimi argomenti però meritano un post a parte… a presto!

 

Chi è l'autore

Pluriennale esperienza in Banca d’Italia, dal 2002 è consulente finanziario indipendente, operando sia per aziende profit che per organizzazioni nonprofit nel campo delle relazioni banca-industria, sotto l’aspetto del credito, della finanza, della formazione. È Amministratore e Direttore di Cooperative Sociali e di organizzazioni non profit.

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