Impresa sociale: 3 strumenti per una buona gestione

L’impresa sociale è un’istituzione produttiva. La sua missione è quella di produrre, o meglio, organizzare relazioni sociali, un bene raro ma non scarso, un bene prezioso ma comune.

Le relazioni sono funzionali al vivere sociale ma non è affatto scontato che non lo siano per il benessere economico e persino ambientale, come negherebbe invece la narrazione dominante neo-liberista e carbonifera.

L’enciclica papale intitolata “Laudato si“, frutto di un incontro dialogico tra riflessione scientifica e indagine teologica, ha di fatto smentito quest’ultimo negazionismo approdando a una lucida concezione dell’assetto complesso ma integralmente interconesso proprio dell’ecosistema Terra, dove Natura e natura delle relazioni umane concorrono e interagiscono, quando non interferiscono, nella realizzazione dell’equilibrio ecosistemico.

La diffusione capillare di queste connessioni influenza, su scala ridotta, il lavoro dell’impresa sociale che si vede anch’essa alle prese con un’ecosistema plurale costituito da relazioni:

  • infra-organizzative (organizzazione aziendale);
  • inter-organizzative (contesto economico);
  • oltre-organizzative (comunità e ambiente di riferimento).

 

Una mappatura delle relazioni d’impresa sociale

Le relazioni infra-organizzative interessano il governo dell’impresa sociale, quelle inter-organizzative la sua governance mentre quelle oltre-organizzative la sua politica. La loro inevitabile interconnesione richiede all’impresa sociale di concepirne il carattere integrale, interconnesso e, quindi, di adottare soluzioni manageriali coerenti che ne facilitino la riproducibilità nel tempo e nello spazio.

I rapporti interpersonali (infra-organizzativi) così come quelli sociali (inter-organizzativi) e politici (oltre-organizzativi) hanno infatti una loro ecologia e ignorarli piuttosto che strumentalizzarli implica e scatena prima o dopo crisi degenerative che finiscono per eroderne i legami lasciando l’impresa sociale disgregata, isolata e, di conseguenza, mestamente disoccupata e fuori dai giochi.

La cura, intesa nella sua definizione meno medicalistica e più ambiziosa del prendersi cura a un tempo di sé e degli altri, è la postura più adeguata che un imprenditore sociale possa adottare verso la gestione delle molteplici relazioni che interessano il suo lavoro. A supporto di questo compito esistono tuttavia una serie di strumenti organizzativi che potrebbero risultare provvidenziali.

 

La carta dei servizi per le relazioni infra-organizzative o di governo

La sfida del governo dell’impresa sociale rimanda al tema del potere esecutivo la cui legittimità rimanda a mio modo di vedere alla certezza e separatezza delle cariche, e quindi dei ruoli organizzativi, la cui libertà d’azione è direttamente proporzionale alla responsabilità che sulla prima i soggetti incaricati sono in grado di esercitare.

In tal senso la pubblicazione di una carta dei servizi, o di un più ambizioso codice etico sottoposto a comune approvazione, rappresenta un riferimento normativo valido a un tempo per erogatori, fornitori e fruitori di un qualsivoglia servizio di carattere sociale (si veda qui a titolo esemplificativo quello redatto dal Consorzio In Concerto). Per i primi rappresenterebbe un vincolo all’esercizio della discrezionalità nell’organizzare il servizio, per i secondi una garanzia nella destinazione delle risorse messe a disposizione, infine per i terzi fungerebbe da etichetta di prodotto capace di rendere trasparente l’intera filiera produttiva, dalle risorse impiegate ai risultati attesi.

 

Lo statuto per le relazioni inter-organizzative o di governance

La governance dell’impresa sociale ha a che vedere con il potere legislativo e quindi con la sfida centrale per ogni ambito sociale di tutelare, gestire e promuovere la vita democratica al suo interno, affinché ognuno degli individui coinvolto sia capace di partecipare al contesto sociale e, a sua volta, sia capacitato attarverso la partecipazione stessa. Il fine di ogni sistema democratico è infatti quello di dare rappresentanza a tutte le istanze interessate, comprese quelle dell’ultimo dei suoi membri.

Il vincolo e riferimento normativo a livello organizzativo è rappresentato dall’atto costitutivo, lo statuto, a partire e in vista del quale deve svolgersi la vita democratica dell’impresa sociale (si veda qui a titolo esemplificativo quello di CNCA). La partecipazione di ogni associato interessato al lavoro d’impresa dovrebbe risultare, di conseguenza e grazie a una buon atto costitutivo, in proporzione e nei limiti del contributo che esso apporta per la realizzazione degli scopi statuari.

 

La carta dei valori per le relazioni oltre-organizzative o politiche

La politica organizzativa si volge nei limiti imposti da un potere normativo che l’impresa sociale dev’essere in grado di assumersi, ovvero nella sua capacità di determinare cosa è giusto e cosa è sbagliato per il perseguimento più pieno della mission.

Una buona pratica da adottare per la legittimazione di questo potere è quella della redazione di una carta dei valori o dei principi in grado di integrare i già esistenti vincoli normativi esterni con un codice di comportamento organizzativo valido all’interno ma soprattutto verso l’esterno dell’ente (si veda qui a titolo esemplificativo quello dedicato da Medici Senza Frontiere all’attività di raccolta fondi). Questa sorta di norma a garanzia del continuum tra stile d’impresa infra e oltre-organizzativo consente lo svolgimento integrale del lavoro sociale, che non può essere considerato tale qualora ignori e obliteri le istanze di uno dei molteplici poli che lo caratterizzano: quello dei proprietari dell’impresa sociale piuttosto che quello dei suoi amministratori, lavoratori, fornitori, fruitori e, al di fuori, quello del contesto sociale e ambientale che ne fa da cornice.

 

L’impresa sociale non è se non integrale

Il lavoro e quindi l’impresa sociale non è se non integrale, ovvero risultante del complesso intersecarsi di istanze di governo, di governance e di politica organizzativa. Adottare strumenti utili per facilitarne il compito altrettanto critico di gestione e sintesi di queste istanze rappresenta forse il momento cruciale di connessione tra lo slancio volontaristico di avviamento oppure di adesione a un’opera sociale e il suo sviluppo professionale o consolidamento organizzativo in vera e propria impresa.

Chi è l'autore

Esperto in governance del welfare e organizzazione dei servizi sociali. Da oltre quattro anni si occupa della promozione e dell’amministrazione dei servizi formativi e consulenziali che ConfiniOnline rivolge a enti e professionisti del Terzo settore.

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