Volontariato europeo: opportunità per le organizzazioni del Terzo Settore

«La solidarietà è il collante che tiene insieme l’Unione». Così affermava Jean Claude Junker, presidente della Commissione Europea, nel discorso istitutivo dell’iniziativa del Corpo Europeo di Solidarietà il 14 settembre 2016. Solidarietà concretizzata per rispondere a quelle che sono le sfide contemporanee della società europea, e non solo, attraverso opportunità di volontariato finanziate dai fondi europei.

Sono 2 le iniziative formalizzate negli ultimi 3 anni da parte della Commissione che si vanno ad aggiungere al più conosciuto Servizio Volontario Europeo che ha compiuto i suoi primi 20 anni nel corso del 2016 festeggiando circa 100.000 volontari partecipanti.

Quando si parla di iniziative di volontariato europee, l’attenzione si concentra in particolare sui diretti beneficiari dei programmi: i volontari. Sono numerosi gli articoli e le testimonianze di volontari che descrivono la loro esperienza e i benefici che hanno tratto dalla partecipazione a progetti di mobilità finanziati dall’Unione Europea. Queste esperienze non sarebbero però possibili senza il coinvolgimento delle organizzazioni del Terzo settore che garantiscono la buona riuscita e la qualità dei progetti.

I benefici per le organizzazioni del Terzo Settore

Sono le stesse organizzazioni, interpellate dall’Agenzia Nazionale Giovani per il monitoraggio del Servizio Volontario Europeo (Report di monitoraggio “SVEliamo l’Europa“) a mettere in luce, oltre ai benefici per i partecipanti, gli effetti sullo sviluppo delle stesse e delle comunità coinvolte in programmi di volontariato internazionale.

Il 97% delle organizzazioni afferma di aver aumentato le competenze nella gestione dei progetti, mentre il 91% ha tratto benefici per lo sviluppo e la crescita della struttura e delle attività. Partecipare a progetti europei di volontariato internazionale si dimostra essere, quindi, un’opportunità di crescita professionale e, per molte organizzazioni, la porta di accesso alla partecipazione a progetti internazionali più complessi (l’87% delle associazioni ha incrementato la partecipazione a progetti internazionali).

I programmi di volontariato europeo permettono alle organizzazioni di affacciarsi all’Europa consentendo un nuovo posizionamento non più legato a dinamiche locali o nazionali ma aperto alle relazioni internazionali. Il 95% degli enti afferma infatti di aver aumentato i contatti con gli altri Paesi, mentre il 90% ha visto un accresciuto coinvolgimento in reti europee e non solo. Inoltre, è riscontrato un effetto positivo sulle relazioni con le comunità e strutture locali che diventano possibili partner per futuri progetti oltre che beneficiari dei progetti stessi. L’84% delle organizzazioni afferma di aver potuto contare sul coinvolgimento attivo delle comunità, che a loro volta hanno visto un’accresciuta consapevolezza da parte dei giovani rispetto alla tematica della partecipazione attiva, della dimensione europea e interculturale.

 

Ma quali sono le iniziative di volontariato finanziate dalla Commissione Europea?

Iniziamo dal Servizio Volontario Europeo (SVE): nato nel 1996 e oggi inserito all’interno del programma Erasmus+, permette a giovani tra i 17 e i 30 anni di svolgere, in un Paese europeo o extra europeo, attività di volontariato in ambito culturale, sociale, ambientale o di cooperazione allo sviluppo per un periodo tra le 2 settimane e i 12 mesi. In ogni progetto finanziato sono coinvolti massimo 30 volontari supportati da organizzazioni di invio, organizzazioni di accoglienza e organizzazioni di coordinamento responsabili della gestione e implementazione del progetto: dalla ricerca del progetto idoneo, la formazione, l’organizzazione delle attività di volontariato e l’inserimento del volontario nelle comunità locali estere, fino al supporto al rientro nel Paese di residenza, al riconoscimento delle competenze acquisite e nella ricerca di opportunità di volontariato o lavorative future. Per la sua storia e per i successi ottenuti, lo SVE, la sua struttura, le modalità di coinvolgimento delle organizzazioni e le loro responsabilità hanno fatto da base per la strutturazione di altre 2 iniziative.

Il Corpo Europeo di Solidarietà, ufficializzato nel dicembre 2016, è l’iniziativa nata per dare risposta, da una parte, alle sfide delle società europee a cui il Terzo Settore non riesce a rispondere pienamente e, dall’altra, alle numerose richieste di lavoro e volontariato in ambito sociale da parte dei giovani europei. L’iniziativa è rivolta a giovani tra i 17 e i 30 anni che possono partecipare a progetti in un Paese Europeo nel settore volontariato o nel settore occupazione per un periodo dai 2 ai 12 mesi. Le attività possono riguardare ambiti quali partecipazione democratica, ambiente, formazione, imprenditorialità, cultura, sport, salute, integrazione di rifugiati e migranti, prevenzione delle emergenze e ricostruzione. A differenza dello SVE l’iniziativa è gestita trasversalmente all’interno di programmi europei esistenti (EASI, Life, Europe for Citizens, FAMI, Erasmus+, Salute) ma avrà a breve una sua struttura indipendente.

Se i due programmi presentati rivolgono l’attenzione alle sfide europee, il programma EU Aid Volunteers è invece l’iniziativa lanciata a supporto della politica di aiuti umanitari dell’UE. Sperimentata con una fase pilota nel 2011 è stata formalizzata nel 2014, permette a professionisti o giovani lavoratori di mettere a disposizione le proprie competenze in un Paese destinatario degli aiuti umanitari dell’UE. Il programma permette inoltre di partecipare a opportunità di volontariato online quali consulenze su tematiche specifiche, creazione o gestione siti web, traduzione di testi o produzione di video. Le organizzazioni europee partecipanti possono usufruire anche di finanziamenti destinati al miglioramento delle competenze gestionali attraverso i bandi per l’assistenza tecnica delle organizzazioni di invio con sede in un Paese europeo.

Accreditamento per accedere ai finanziamenti

Sono numerose, quindi le opportunità di coinvolgimento in progetti di volontariato internazionale ma, prima di poter accedere ai finanziamenti e al fine di garantire la qualità dei progetti, le organizzazioni interessate devono ottenere l’accreditamento. L’accreditamento, con le specifiche a seconda dell’iniziativa a cui si vuole aderire, è una procedura che prevede la presentazione di una richiesta formale con la descrizione della struttura organizzativa (mission, obiettivi, attività, personale), delle attività in cui si vogliono coinvolgere i volontari e di come verrà garantita la corretta implementazione dei progetti e il rispetto degli standard stabiliti dalla Commissione. A seconda dell’iniziativa, viene effettuata una visita in loco o una selezione da parte di commissioni di valutazione al fine di concedere o rifiutare l’accreditamento.

L’accreditamento è solo il primo passo verso un mondo di opportunità, non solo di partecipazione progettuale ma anche di crescita della qualità delle attività proposte, della struttura interna e della professionalizzazione, della progettualità, dell’internazionalizzazione e di relazioni e partenariati.

Nella pagina Bandi di finanziamento di Confini Online vengono pubblicate le informazioni ai bandi aperti per partecipare a una delle iniziative presentate.

Chi è l'autore

Consulente e formatrice con molteplici esperienze all’interno di organizzazioni non profit in Italia e all’estero nel campo della progettazione sociale ed europea, si occupa di progettazione e gestione di progetti europei e di volunteer management.

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