E se invece di cercare donatori… ci facessimo trovare da loro?

Ci avete mai pensato cari fundraiser? Investiamo tutto il nostro tempo, mettiamo tutte le nostre energie e le nostre idee nel cercare donatori e nel persuaderli a sostenere organizzazioni e progetti. Utilizziamo tecniche per segmentare, profilare, cercare di conoscerli il più possibile per poter meglio comprendere i loro desideri, le loro motivazioni e fare poi matching con le necessità e i bisogni dei beneficiari o delle iniziative che pensiamo utili per le comunità.

E se provassimo a cambiare punto di vista?

A me pare che i donatori siano più preparati, più informati, più attenti, non solo all’utilizzo delle risorse donate, ma anche più consapevoli dei propri “bisogni” e di quello che vogliono.

Ma scusa, che cosa facciamo noi tutti quando abbiamo bisogno (o desiderio) di qualcosa? La cerchiamo, on line oppure off line, giriamo, navighiamo, chiediamo o googliamo, e quando la troviamo, la prendiamo. Perché questo non potrebbe avvenire anche per le donazioni?

A ben guardare dai dati che emergono dalla ricerca di Rete del Dono, sembra che stia già avvenendo. Tra i vari sostenitori delle campagna emerge la figura del “donatore seriale”:

  • rappresenta circa il 37% dei donatori totali;
  • è mosso da motivazioni intrinseche;
  • sa come e dove cercare;
  • sa scegliere chi e cosa sostenere;
  • non è particolarmente, anzi sembra molto poco, interessato dalla ricompensa.

Fonte: Blog Rete del Dono https://goo.gl/rY21A5

È quindi forse giunto il momento di cambiare il punto di vista e di non poter più dare per scontato che il donatore vada cercato, ma anche, e soprattutto, pensare che le organizzazioni debbano “imparare a farsi trovare”. Non mi riferisco solo all’attività di posizionamento online tramite il sito web, i social network e le tecniche SEO. Quello a cui penso è una revisione completa dell’approccio alla comunicazione e alla relazione con i potenziali ed effettivi donatori.

Farsi trovare significa cambiare il modo di concepire la raccolta fondi: da mera modalità di reperimento di risorse a nuova centralità del dono, e quindi del donatore, all’intero della mission dell’organizzazione, a prescindere da quale sia il settore o l’area di attività svolta.

 

“Il dono è dono. Altrimenti è un’altra cosa.”

Don Mario, fondatore Comunità di San Martino al Campo

Un passo ulteriore rispetto a quello già compiuto passando dall’interesse verso la donazione all’attenzione al donatore. Ora è il tempo di “farsi scegliere”.

E a te è mai capitato che un donatore ti abbia trovato senza che tu lo avessi cercato? Raccontaci la tua storia nei commenti.

Chi è l'autore

Fundraiser di professione, laureato in Economia delle imprese cooperative e organizzazioni nonprofit all’università di Bologna, ha un’esperienza decennale maturata sul campo come dirigente di aziende nonprofit. Titolare di Fundraiserperpassione e Direttore Scientifico di ConfiniOnline

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